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Museo

Gli studi del prof. Nicosia

In località San Martino, in totale sono 82 le impronte di dinosauri ad oggi rinvenute su masse rocciose stratificate, risalenti a oltre 120 milioni di anni fa, nel Cretaceo, quando la zona montana di San Martino era invece una piana marina. Secondo Il prof. Nicosia,  le orme trovate ad Esperia sono di eccezionale importanza, poiché confermano la sua teoria che nell’era Mesozoica, in particolare nel Periodo Cretacico (Cenomaniano-Coniaciano) la dorsale laziale-abruzzese-campana fosse una superficie emersa (derivante da fenomeni continui di abbassamento ed emersione), e ciò avrebbe permesso l'instaurarsi di un ambiente favorevole allo stanziamento della specie. Per cui i dinosauri dall'Africa, con diverse ondate migratorie, avrebbero raggiunto l'Istria e quindi la dorsale adriatico-dinarica e non viceversa.


Le impronte interessano una superficie calcarea depostasi in ambiente di piattaforma carbonatica, caratterizzato da acque marine relativamente basse. I depositi di carbonato erano soggetti, in alcune aree, ad emersione; in questo caso proprio questo fenomeno ha permesso al sedimento che gli animali avevano calpestato, di disseccarsi e indurirsi a tal punto da preservare le tracce. La deposizione di strati successivi ha incastonato questo patrimonio paleontologico preservandolo.
Le impronte finora studiate sono di due tipologie. Una presenta tre dita dirette in avanti, in cui sono visibili chiare tracce di unghie. Queste orme possono essere riferite con certezza a dinosauri teropodi, animali bipedi, a dieta carnivora (Al gruppo appartiene il famoso Tyrannosaurus rex). Le impronte tridattile hanno dimensioni ridotte, non superiori ai venti centimetri di lunghezza e il teropode che le ha impresse non doveva superare il metro di altezza ed avere una lunghezza circa doppia.
L’altra tipologia di orma riconosciuta ad Esperia consiste in impronte circolari o ellittiche con lunghezza variabile dai trenta ai quaranta centimetri. In base alle osservazioni effettuate queste tracce sono riconducibili, al momento, a dirtosauri sauropodi, animali erbivori di medie e grandi dimensioni, caratterizzati da colli estremamente allungati e code altrettanto sviluppate in grado di bilanciare lo sviluppo del quarto anteriore dell’animale (è noto al grande pubblico il sauropode denominato Brontosaurus).


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